Oggi vi porto in un’incredibile escursione a Predazzo sul sentiero Marciò. Una passeggiata nei boschi con panorami memorabili.
Inizio ringraziando moltissimi i due nostri amici, Beatrice e Nicolò, che ci hanno fatto scoprire questa magnifica escursione a Predazzo sul sentiero Marciò. Come di consueto, apro questo articolo con la mappa del percorso che abbiamo fatto, anche se questa volta è un po’ approssimativa: esendo un’escursione prettamente all’interno dei boschi di Predazzo, mi è difficile delineare un percorso preciso grazie a Google Maps. Mi sono quindi affidato al sito Sentiero Marciò – Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino per la loro mappa (percorso azzurro). In rosso, invece, trovate le aggiunte fatte da noi.

L’inizio dell’escursione
Vi lascio subito le coordinate di dove abbiamo parcheggiato: 46.309786, 11.748654.
Scendiamo verso il basso dal nostro parcheggio e attraversiamo la strada all’altezza della fermata dell’autobus. Qui troviamo un “sentiero” che taglia la collina e ci porta alla valle del breve pendio. Continuiamo dritti fino ad arrivare all’ingresso del parcheggio del sentiero Marciò. Qui si aprono due possibilità: prendere il sentiero Marciò entrando nel parcheggio e fare quindi il giro contrario al nostro, o proseguire dritti per una breve tappa iniziale. Seguendo il percorso rosso indicato nella mappa ad inizio articolo, in bevissimo tempo arriviamo all’area faunistica del cervo.

Cervi e Caprioli: l’area faunistica del cervo
Qui la prima chicca di questa nostra escursione. L’area faunistica del cervo di Paneveggio offre la possibilità di vedere veramente da vicino cervi e cerbiatti. Gli animali (ipotizzo) più anziani si avviciano alla recinzione quasi volessero farsi accarezzare, ed è così possibile scattare delle foto e, se siete bravi, anche dei selfie!
La zona di visione di cervi e cerbiatti è abbastanza ampia e immagino che in primavera sia bellissimo fermarsi per un picknick sull’erba, proprio vicino alla recinzione che ci separa dagli animali.
Verso il sentiero Marciò
Concludiamo la nostra prima tappa della nostra escursione a Predazzo sul sentiero Marciò e ci avviamo verso l’inizio del sentiero Marciò. Ripercorriamo la strada che ci ha permesso di raggiungere la zona dei cervi e, appena terminata la salita, giriamo a destra e costeggiamo la recinzione. Proseguiamo dritti e ricordiamoci di guardarci in torno. In particolare, alziamo lo sguardo.

Se già vi state emozionando per la foto sopra, continuate a leggere l’articolo. Non ve ne pentirete!
Continuiamo a costeggiare la recinzione fino a quando il sentiero non andrà a scendere. Durante la discesa, giriamo a destra e proseguiamo per il sentiero Marciò. Il percorso inizia entrando nel bosco. Essendo in penombra è facile trovare dei tratti ghiacciati in cui bisogna prestare molta attenzione per evitare di scivolare.

Superiamo la struttura gialla della foto sopra e attraversiamo il piccolo ponte. Il sentiero ci sottopone ora una sfida degna delle dodici fatiche di Ercole: il sentiero, totalmente immerso nei boschi, ci si propone con un corrimano a corda indispensabile per salire. Questo tratto di percorso, infatti, è completamente ghiacciato! Tra mille peripezie e qualche caduta, superiamo questa sfida, saliamo il tratto ghiacciato e giriamo immediatamente a destra per dirigerci verso la prossima meta della nostra escursione a Predazzo sul sentiero Marciò.

Tratto ghiacciato del sentiero Marciò.
Interno del bosco del sentiero Marciò.
Interno del bosco del sentiero Marciò.
Il ponte sospeso
Tra uno scivolone e qualche caduta, continuiamo l’escursione a Predazzo sul sentiero Marciò e arriviamo al ponte sospeso sopra il Travignolo. Questo breve ponte in metallo ci permette di attraversare la gola e continuare il nostro trekking. Mi fermo sul ponte per più di qualche istante perché, per la prima volta, la stagione invernale mi offre una situazione fotografica incredibile.
Il freddo, il ghiaccio e la neve creano un paesaggio fantasy. Il torrente e i suoi “laghetti” ghiacciati, con le Pale di San Martino di sfondo, creano un’atmosfera magica. Trascorso qualche momento a goderci il panorama, ci scattiamo un selfie sul ponte sospeso e continuiamo la nostra escursione sul sentiero Marciò.

Deviazione
Superiamo il ponte e ci troviamo ad un bivio. Girando a sinistra avremmo proseguito sul sentiero Marciò, mentre la strada a destra ci avrebbe portato verso il Lago di Paneveggio. Decidiamo di girare a destra per un motivo: il percorso fatto fino ad adesso ci ha stremato a causa del ghiaccio a terra, ed il percorso alla nostra destra si presenta ben battutto e, soprattutto, in discesa.
La strada si presenta come da aspettative per tutta la sua durata: innevata, ben battuta e in discesa. Felici della nostra scelta, continuiamo e dopo poco ci accorgiamo che siamo sul lato opposto dell’area faunistica del cervo.




Il sentiero ci porta a quella che decidiamo essere la nostra destinazione/meta: un parcheggio situato dopo una piccola diga. Indecisi se continuare o tornare indietro, la nostra fame decide per noi perché l’ora di pranzo era già passata da molto. Ci rimettiamo quindi in cammino per ritornare alla biforcazione di poco fa, ma non prima di aver scattato qualche foto da questa prospettiva.
Concludiamo il sentiero Marciò
Continuiamo dritti alla precedente biforcazione e ci ritroviamo nuovamente sul sentiero Marciò. Il percorso dell’escursione a Predazzo sul sentiero Marciò è nuovamente molto facile e ben battuto. Dopo qualche decina di minuti completiamo il sentiero ritrovandoci al parcheggio del Centro informazioni. Durante le ultime battute di questa nostra escursione, attraversiamo un bellissimo ponte coperto di legno.

In preda ad una fame degna di un orso al risveglio dal letargo, prendiamo la macchina e ci dirigiamo verso Malga Venegia su consiglio della nostra amica Beatrice.
Pranzo a Malga Venegia

Parcheggiamo abbastanza lontani dalla Malga Venegia a causa della neve. Ci si prospetta ancora qualche chilometro di camminata. Gambe in spalla, prendiamo il sentiero innevato e ben battuto che ci accompagna verso la malga. Affrontiamo tutta la salita del sentiero sotto un piacevolissimo sole quasi primaverile, accompagnati dallo scroscìo del ruscello che costeggia il sentiero. Dopo qualche decina di minuti in cui continuavamo a ripeterci che sarebbe stato bellissimo essersi portati un bob per il ritorno, veniamo accolti da un panorama meraviglioso.
Concludiamo il nostro percorso arrivando alla Malga Venegia, dove stremati ordiniamo da mangiare. Ciascuno di noi prende una specialità della casa: spezzatino di capriolo con polenta, il piatto di malga, uova, speck e patate e una zuppa di orzo. Seguono poi due dolci: uno strudel di mele con crema alla vaniglia e una crostata alla marmellata.

Spezzatino di capriolo con polenta

Piatto di malga

Uova, speck e patate

Minestra d’orzo

Strudel di mele con crema alla vaniglia

Crostata alla marmellata
Fine giornata
Terminiamo il pranzo e concludiamo la nostra giornata ritornando verso la nostra macchina. Abbiamo trascorso una giornata indimenticabile e ricca di incredibili esperienze, dai cervi e cerbiatti delll’area faunistica del cervo alla vista dell’incredibile panorama delle Pale di San Martino. Un pranzo squisito alla Malga Venegia ci ha permesso di conlcudere al meglio questa fantastica giornata con un totale di 14.500 passi.
Concludo l’articolo con qualche scatto non ancora postato, e ti ricordo che puoi guardare altre mie foto nella sezione FOTO di questo sito e seguirmi sul mio profilo instagram a QUESTO link.






















